L'article intégral (signé Simone Rovera d'ailleurs)
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«Pogba al Psg? Affare Juve»
Thiago Motta: «Paul è un grande, ma 60 milioni sono tanti. E Vidal è più forte». Il regista del club francese: «L’uscita dei bianconeri in Champions per noi è un vantaggio. Con Pirlo e Buffon punto al Mondiale»
PARIGI, 18 gennaio 2014
- Thiago Motta, domani si gioca Genoa-Inter, il derby del suo passato italiano.
«Il Genoa è stato importantissimo, mi ha aiutato a tornare nel grande calcio. L’Inter è la squadra in cui sono diventato un giocatore di livello mondiale. Sono legato a entrambe».
Nel Genoa c’è di nuovo Gasperini, suo allenatore prima in rossoblù e poi all’Inter, dove però non ha avuto fortuna: ha capito il perché?
«Al Genoa poteva trasmettere i suoi metodi tranquillamente e i giocatori lo seguivano. Mentre all’Inter forse qualcuno lo seguiva meno. Ma era la stessa cosa anche con Benitez. Spero che Gasperini abbia un’altra possibilità in una big».
L’Inter di oggi è una grande squadra?
«No, mancano i giocatori importanti del 2010 e degli scudetti precedenti. Spero che con Thohir l’Inter torni a essere grande in 2-3 anni, ma servono 3 o 4 giocatori di livello. Ora ci sono dei buoni giocatori come Palacio, Guarin e Ranocchia».
Che effetto fa l’Inter senza Moratti?
«Per me l’Inter è sempre stata Moratti. Ma spero per i tifosi che Thohir possa fare bene come lui».
E’ difficile pensare a un’Inter fuori dall’ Europa?
«In questo momento le conviene essere fuori dall’Europa per concentrarsi sul campionato e puntare alla qualificazione della prossima Champions, ma la vedo dura anche perché Roma, Napoli e Juve sembrano più forti».
Col Psg insegue la terza Champions.
«Ci manca qualcosina, ma abbiamo una grandissima squadra, non vedo nessuna avversaria nettamente più forte della nostra. Solo il Bayern è un po’ meglio delle altre».
La Juve l’ha delusa in Champions?
«Sono felice che abbia segnato Sneijder. Ma mi è dispiaciuto per i miei compagni di Nazionale. Comunque egoisticamente, considerando che potevamo trovarcela contro negli ottavi, meglio così. Con il Galatasaray è stata una gara strana, in condizioni normali passa la Juve».
Ora la Juve può vincere l’Europa League?
«Sì, però non sarà così facile. Di certo è la squadra più forte. Mi piace il modo in cui giocano: vanno sempre all’attacco e tutti difendono, cercando sempre di mettere palla a terra e giocare».
Si parla tanto di Pogba al Psg?
«Mi piace molto e ne ho parlato anche nei ritiri dell’Italia con i giocatori della Juve. Ha tutto per diventare un grande».
Anche da Pallone d’oro?
«In questo momento, con Messi, è impossibile. Per me l’argentino doveva vincerlo anche quest’anno. E’ più forte di tutti e lo dimostra da 5 anni».
Se Pogba arrivasse al Psg per 60 milioni di chi sarebbe l’affare?
«Della Juve. Perché, dopo averlo preso gratis, lo rivenderebbe incassando tanto. La Juve è brava in questo tipo di operazioni. Marotta e Paratici stanno lavorando molto bene».
Anche Vidal ha tanti estimatori.
«Mi ha sorpreso. E’ fortissimo, anche più di Pogba. Pressa, corre, ha qualità, fa gol. E’ il centrocampista più forte d’Italia e uno dei migliori d’Europa. Quest’anno lo metterei anche al posto di Xavi nella top 11 Fifa».
Pensa già al Mondiale con l’Italia?
«Quest’anno ho riconquistato la Nazionale e sono molto felice. Era un mio obiettivo, tutt’altro che semplice: averlo raggiunto mi riempie di orgoglio».
Per lei, brasiliano di origini, questo Mondiale sarà quasi una rivincita?
«Sarà molto importante. Perché è un Mondiale, non perché sarà in Brasile. Sono felice di giocare per l’Italia non mi vedo con il Brasile. Per me la Seleçao è una avversaria come le altre. Una grande come Francia, Spagna e Germania».
Brasile favorito?
«Hanno una grandissima squadra e sono già abituati al clima, ma dovranno fare i conti con tanta pressione».
Dove può arrivare l’Italia al Mondiale?
«E’ difficile dirlo, ora. Vediamo in che condizioni ci arriveremo. Innanzitutto sarà difficile uscire dal girone (con Uruguay, Inghilterra e Costa Rica ndr)».
Verratti e Thiago Motta devono andare al Mondiale?
«Devono dimostrare di meritarselo. Sono pochi quelli già certi di un posto».
A chi pensa?
«A Pirlo e Buffon, per forza. Gigi è il top, per il suo nome, per quello che ha fatto e per quello che è ancora. E’ un simbolo della Nazionale, proprio come Andrea».
E Balotelli?
«Anche lui può andare, ma dopo quei due, non vedo nessun’altro che debba andare per forza».
Il leader dell’Italia al Mondiale chi sarà?
«Pirlo. Andrea è un giocatore che parla poco, ma in campo è diverso. Appena lo vedi gli dai subito la palla, non ci pensi neanche. Trasmette sicurezza».
Pirlo sta rinnovando con la Juve. Ma in passato ha mai immaginato un Psg con Pirlo?
«E’ un fuoriclasse. Se potessi, lo prenderei subito. Anche se io dovrei spostarmi un po’ dalla mia zona abituale. Ma per lasciare spazio a lui non sarebbe un sacrificio».
Verratti è il nuovo Pirlo?
«No. Hanno caratteristiche completamente diverse. Ma insieme vanno benissimo».
Un centrocampo Motta, Pirlo, Verratti al Mondiale?
«Sarebbe perfetto».
Voila, c'est identique avec ce que je cite auparavant. Alors de deux choses l'une : soit l'interview est "arrangée" et le chapeau est authentique, soit l'interview est authentique et le chapeau est un résumé orienté pour aguicher le lecteur (comme toujours quoi).
J'ai ma petite idée.
Mais Le Lyonnais a tort par définition.